Tuber mesentericum vitt. Tartufo nero ordinario

Aggiornamento: 26 ago
Tuber mesentericum Vittad. [= T. bituminatum Berk. et Broome], detto volgarmente tartufo nero ordinario, tartufo nero di Bagnoli, Rapetti, “acido fenico”, “fenico”. L’epiteto specifico del binomio latino deriva dall’aspetto circonvoluto delle vene miceliari presenti all’interno della gleba, cui conferiscono un aspetto simile a quello del mesentere (membrana sierosa a doppio strato che mantiene e stabilisce la posizione di un organo nella cavità addomino-pelvica). I nomi comuni richiamano la zona di maggiore produzione e l’odore intenso e penetrante che scompare con la cottura consentendone, pertanto è impiegato nella preparazione di salse, mescolato con specie più pregiate.
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Ascomi | Ascomi di forma globosa o sub-globosa, spesso reniforme, dotati di una depressione o cavità, molto evidente in sezione, diametro variabile da2 a 10 cm. |
Peridio | Peridio nero con verruche piccole, strettamente appressate e prive di striature trasversali evidenti. |
Gleba | Gleba carnosa e consistente, di colore giallastro o grigio-bruno. Vene chiare labirintiformi e circonvolute, che scompaiono con la cottura. |
Aschi | Aschi globosi, peduncolati. Spore ellittiche, grosse, imperfettamente alveolate in numero variabile da 1 a 3-4 per asco. Emana odore simile a quello dello iodoformio, del catrame o dell’acido fenico. |
Piante simbiotiche | Cresce in simbiosi con querce, carpino, nocciolo, castagno e faggio. |
Periodo di raccolta | Nella regione Puglia la raccolta di questa specie è consentita dal 1° settembre al 31 gennaio. |




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