Tuber Borchii vitt. Tartufo Bianchetto

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Tuber borchii Vittad. 1831 [= T. albidum Pico 1788, = T. albidum Bulliard 1791], detto volgarmente tartufo bianchetto (bianchetto, marzuolo, Caciola). Il nome latino è stato coniato dal Vittadini in onore del naturalista polacco Michel Jean De Borch, che, nel 1780, nel libro Lettres sur les truffes du Piemont, ne descrisse le caratteristiche morfologiche e organolettiche. Il nome scientifico del sinonimo, T. albidum, richiama il colore chiaro del peridio. I nomi comuni si riferiscono al colore del peridio e al mese in cui gli ascomi maturano e sono raccolti.
Ascomi | Ascomi solitari o aggregati, tuberiformi, globosi o sub-globosi, piuttosto regolari o lobati, da 2-3 fino a 6-10 cm. |
Peridio | Peridio liscio di colore biancastro (negli esemplari giovani) che con la maturazione tende al fulvo |
Gleba | Gleba chiaratendente al fulvo e al violaceo-bruno. V ene sterilinumerose e ramificate. |
Aschi | Aschi globosi (sacciformi) sessili oappena peduncolati, con 1-4 spore leggermente ellittiche, di colore giallo-bruno, con episporio reticolato a maglie poligonali, piuttosto fitte. Emana un profumo intenso tendente all’odore dell’aglio. |
Piante simbiotiche | Specie rustica, che vegeta dal livello del mare fino a oltre 1000 m di altitudine in simbiosi con roverella, leccio, cerro, rovere, faggio, nocciòlo, càrpino nero e càrpino bianco, tiglio, pioppo bianco, pino nero, pino domestico, pino d’Aleppo, Cistus spp., salice bianco, salicone, Larix decidua Miller (larice comune), Cedrus sp., Abies sp. Matura dall’autunno alla primavera. |
Periodo di raccolta | Nella regione Puglia la raccolta di questa specie è consentita dal 15 gennaio al 30 aprile. |




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