Tuber brumale vitt. Tartufo moscato

Tuber brumale Vittad. 1831 var. moschatum (Ferry) Montecchi et Lazzari 1993 [=Tuber brumale var. moschatum (Bull.) I.R. Hall, P.K. Buchanan, Y. Wang et Cole = T. moschatum Bull. = T. moschatum Bonnet], dettovolgarmente tartufo moscato (tartufonero di campo, tartufo forte). Il nome scientifico della specie derivadal latino brumalis (invernale).
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Ascomi | L’aggettivo che caratterizza la varietà,probabilmente, deriva dall’odore chesi sprigiona dai suoi ascomi simile aquello fortemente aromatico e penetrante di una sostanza, detta in arabo “musk” e, in italiano, “muschio” o “musco” prodotta, dal cervide Moschus moschiferus L. (mammifero ruminante tipico degli altipiani dell’Asia centrale che possiede in fondo al ventre una ghiandola che secerne il “musk”). Secondo alcuni studiosi, moschatum descriverebbe la delicatezza del peridio che, staccandosi facilmente dalla gleba, conferirebbe un aspetto “morsicato” allo stesso. |
Peridio | Peridio nero con piccole verruche molto basse. |
Gleba | Gleba scura (di colore beige-marrone) con larghe vene sterili bianche. |
Aschi | Spore aculeate non alveolate spesso in numero di cinque per asco. Emana un forte profumo di “musco”. Ha sapore leggermente piccante. |
Piante simbiotiche | Cresce in simbiosi con: roverella leccio, faggio, càrpino nero, càrpino bianco, nocciòlo, Betulla sp., Populus sp., pino nero, Picea abies (L.) Karst. (peccio o abete rosso), abete bianco, Cedrus sp. Matura da gennaio a marzo. |
Periodo di raccolta | Nella regione Puglia la raccolta di questa specie è consentita dal 15 novembre al 15 marzo. |




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